17 Giugno 2026

Napoli e New York unite da un filo rosso: inaugurato al porto il murale “In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo”

In Sanguine Foedus

Un grande racconto visivo dedicato alla memoria dell’emigrazione italiana e al legame storico tra Napoli e gli Stati Uniti. È stato inaugurato il 22 maggio, al porto di Napoli, “In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo”, il murale monumentale realizzato dall’artista napoletano Vittorio Valiante e pensato come omaggio a milioni di italiani che, proprio da luoghi come il Molo San Vincenzo, partirono verso l’America in cerca di un futuro migliore.

L’opera nasce da un’idea di Francesco Andoli e Germana Valentini, in collaborazione con INWARD Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana, con il sostegno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e il patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, del MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, della Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro e del Museo del Tesoro di San Gennaro.

Il porto di Napoli diventa luogo della memoria

“In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo” restituisce centralità a uno dei luoghi più simbolici della storia migratoria italiana: il porto di Napoli. Qui, tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, migliaia di uomini, donne e bambini salutarono la propria terra per attraversare l’oceano e raggiungere gli Stati Uniti.

Il murale dà volto a quella memoria collettiva attraverso immagini ispirate a persone realmente esistite, ricostruite a partire da fotografie storiche e racconti familiari. Ogni figura porta con sé una storia, resa accessibile anche grazie a un QR code che permette ai visitatori di scoprire biografie, testimonianze e percorsi migratori.

Non si tratta quindi solo di un intervento artistico urbano, ma di un vero archivio emotivo a cielo aperto, capace di trasformare il muro in uno spazio di racconto, identità e appartenenza.

Il significato del filo rosso

A unire le figure rappresentate è un filo rosso, elemento visivo e simbolico dell’intero progetto. Il filo richiama il legame tra chi partiva e chi restava, ma anche il sangue di San Gennaro, patrono di Napoli e figura profondamente legata alla devozione degli emigranti.

Quel filo diventa così il segno di una continuità affettiva e culturale: un ponte tra famiglie separate dall’oceano, tra generazioni diverse, tra il vecchio e il nuovo mondo.

Lo stesso filo rosso proseguirà idealmente fino a New York, dove è prevista la realizzazione di un secondo murale, “In Sanguine Foedus. Il Santo”, nel cuore di Little Italy, su Mulberry Street. L’opera raffigurerà San Gennaro in una chiave contemporanea e popolare, completando il dialogo visivo iniziato a Napoli.

Una statua per Little Italy e un documentario

Il progetto non si esaurisce con i due murales. È prevista anche la realizzazione di una copia in bronzo della storica statua di San Gennaro presente sul Molo San Vincenzo. La scultura, firmata dall’artista Dante Mortet, sarà collocata nella Little Italy di Manhattan come simbolo permanente del legame tra Napoli e New York.

A completare il percorso sarà un documentario dedicato alla nascita delle opere, alle storie degli emigranti e alle famiglie italoamericane coinvolte. Le foto ufficiali del progetto sono a cura di Sergio Siano.

Le parole di Germana Valentini e Francesco Andoli

«Vedere oggi questo progetto diventare realtà è per me un’emozione difficile da raccontare con parole semplici», ha dichiarato Germana Valentini, sottolineando come dietro ogni partenza ci sia una vicenda umana fatta di coraggio, nostalgia, sacrificio e amore.

Per Francesco Andoli, invece, “In Sanguine Foedus” rappresenta «uno straordinario tributo ai nostri emigranti sparsi in ogni angolo del mondo». Il filo rosso, ha spiegato, è il simbolo di una linea di sangue, identità e appartenenza che continua a unire Napoli alle comunità italiane oltreoceano.

Istituzioni e sostenitori del progetto

Alla conferenza stampa di presentazione, moderata dallo scrittore Luca Delgado, sono intervenuti Eliseo Cuccaro, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, i promotori Francesco Andoli e Germana Valentini e Luca Borriello, direttore di INWARD.

Tra gli ospiti istituzionali anche Terrence Flynn, Console Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, Paolo Masini, presidente del MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, e Joseph Gulino per NIAF.

Il murale è stato reso possibile grazie al contributo di Fondazione Banco di Napoli, NIAF – National Italian American Foundation, L’Antica Pizzeria da Michele in the world, Mulino Caputo, Sorì Italia, La Reggia Designer Outlet e Horecapp.

Con “In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo”, Napoli torna a raccontare una delle pagine più intense della propria storia: quella di chi è partito senza dimenticare le proprie radici e di chi, ancora oggi, dall’altra parte dell’oceano, continua a sentirsi parte di quella stessa memoria.

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